giovedì 12 luglio 2018

INAUGURAZIONE MOSTRA DINO IZZO

"Capitolo XI"
14 luglio 2018, h. 19

Nella nuova sede della galleria DNA MarateaContemporanea, via Mandarini al centro storico, il 14 luglio 2018, dalle ore 19, fino al 24 luglio, sarà ospitata la mostra dell'artista Dino Izzo dal titolo "Capitolo XI", con un testo di Pasquale Persico
Alle ore 21 seguirà un reading delle sue "Traduzioni" in lingua napoletana.
L'artista sin dal 1994 inizia a intitolare le sue personali come capitoli di un unico libro, dalla prima, "Prefazione", fino all'attuale "Capitolo XI".
In mostra sono presenti vari lavori collegati ai segni e ai relativi titoli.
Il percorso inizia con le "Scritture illeggibili", "Ogni linea un'onda del mare", "Lettere sballottate a mare" e continua con il "Catalogo delle cime da scalare".
Un viaggio tra segni, disegni, fotografie, scritture e infine un reading all'esterno dei locali della galleria delle "Traduzioni" in lingua napoletana di testi di scrittori su artisti storici.

Dino Izzo è sempre stato affascinato dai segni, ha sempre riflettuto, con diverse modalità, sulla "insufficienza espressiva della parola e l’usura dell’immagine", come ben ha scritto Mario Franco in un suo testo critico.
Con la sua dote di sinteticità Izzo così descrive il suo lavoro: "Iniziavo tracciando segni più o meno spontanei attribuendo dei titoli suggeriti dalle forme intraviste. Sia i segni che i titoli mi fornivano il tema delle opere: quadri, sculture, installazioni, video, testi".
Nella galleria DNA MarateaContemporanea saranno presentate alcune opere frutto di questa ricerca continua.
Izzo ha necessità di un immaginario fisico, concreto. Parte da un segno libero, veloce, automatico, tracciato ad occhi chiusi, dopo un lungo tempo di concentrazione, una sorta di meditazione. Successivamente indaga la forma "caduta dal braccio" per attribuire quel titolo che, mentre affiora alla mente, coinvolge esperienze e memorie e non ultimo la propria voglia di un figurativo inespresso liberando l'immagine chiusa nell'immagine.
" ...Uno sguardo cieco, che così buca e trapassa il reale e mira ad altro. L’eloquenza visionaria, che si interiorizza senza perdita di energia nel nuovo mondo dei rapporti segno-immagine, ritorna come in una lirica sospesa. La tensione allucinata nasce proprio dallo stacco di coscienza che corre tra quello sguardo muto e l’occhio degli umani..." (G. Perretta)
" ...Questa volta la decodifica dei segni creati nel buio temporaneo visivo e della mente, come metodologia, porta a ridefinire un campionario infinito di forme, solo apparentemente astratte, spesso da specificare nel tempo in relazioni inattese, e così i segni diventano possibili combinazione di un codice genetico fatto di segni connessi e colori che il laboratorio membrana di Izzo fa esprimere come porosità al quadrato tra arte e la città degli uomini (cité e non ville)...(P. Persico)