giovedì 12 luglio 2018

Grande festa al Madre: il museo invaso da bambini e ragazzi per Felice@Madre



Il museo d'arte contemporanea della Regione Campania è stato invaso da bambini e da ragazzi provenienti da tutti i quartieri di Napoli per festeggiare il nuovo progetto della Fondazione Donnaregina a loro dedicato, realizzato in collaborazione con GRIDAS - Gruppo Risveglio dal Sonno e con la collaborazione della giornalista Désirée Klain. Assieme gli operatori delle associazioni SkartAbelliamo, BandaBaleno, Dedalus, Centro Insieme, La Casa dei Cristallini, e con l'artista muralista RARO, i bambini hanno visitato la mostra Felice@Madre, con la quale per la prima volta le opere di Felice Pignataro sono state esposte in un museo,e partecipato ai laboratori a loro dedicati, animando il Cortile delle Sculture con i tamburi della Murga. La mattinata si è conclusa con un pranzo in cortile, con le pizze di Ciro Oliva - Concettina ai 3 Santi e i dolci della pasticceria Sirica.

Nasce Il Madre per il Sociale
Con Felice@Madre e Amos' World (Episode 3) di Cécile B. Evans il museo d'arte contemporanea della Regione Campania si affida ai bambini e alla loro energia creativa per dar vita ad una factory estiva che inaugura la nuova piattaforma di attività educative e un inedito network di progetti di inclusione sociale.
La Fondazione Donnaregina per le arti contemporaneedi Napoli ha inaugurato il primo capitolo de Il Madre per il Sociale, la nuova piattaforma di attività educative e network di progetti di inclusione sociale, nati da un’idea di Laura Valente.
Madre per il Sociale si propone, a partire dal suo step di avvio, di costruire un'esperienza condivisa con una comunità sempre più allargata ed inclusiva. Per far diventare il museo diffuso, attivo, condiviso, partecipato, in ascolto e in relazione. Attraverso lo sguardo dei più piccoli.

Felice@Madre
La factory estiva che sarà ospitata negli spazi del Madre · museo d'arte contemporanea Donnaregina comprende, nel nome e nel ricordo di Felice Pignataro, storico pioniere del riscatto sociale degli emarginati,il progetto Felice@Madre, realizzato dalla Fondazione Donnaregina in collaborazione con GRIDAS - Gruppo Risveglio dal Sonno - di Scampia: una “festa” e un programma di attività didattiche, formative e ricreative interamente gratuite con cui il museo apre le porte ai bambini di tutta la comunità e presenta un nuovo percorso che li rende protagonisti di un'azione performativa originale. Con Felice@Madresaranno proposti tre laboratori rivolti a ragazzi dai 7 ai 17 anni, interamente gratuiti, realizzati in collaborazione con le associazioni SkartAbelliamo e BandaBaleno e con l’artista muralista RARO. Le attività saranno incentrate sulle tecniche che caratterizzano dal 1981 l’azione di GRIDAS, come i murales e i mosaici, il riciclo creativo, la lavorazione dell’argilla, i costumi e la Murga, forma di arte di strada tipica del carnevale di Buenos Aires che da anni è stata adottata dalla storica manifestazione del Corteo di Carnevale di Scampia, giunta quest’anno alla 36esima edizione.
Il progetto, organizzato con la collaborazione della giornalista e responsabile di Articolo 21 per la Campania Désirée Klain, include anche un’inedita mostra, che proseguirà fino al 3 settembre, e che per la prima volta raccoglie in un museo una selezione della produzione artistica di Felice Pignataro, co-fondatore nel 1981 di GRIDAS, “il più prolifico muralista del mondo”, per citare la definizione dello storico dell'arte Ernest Hans Josef Gombrich.
La Project Room e l’atrio del museo accolgono materiali prodotti a partire dagli anni Ottanta che includono striscioni e teloni dipinti che rappresentano “storie” popolari, maschere di cartapesta e di poliuretano espanso – fra le quali spicca la struttura di San Ghetto Martire-Santo Protettore delle Periferie – sculture realizzate con materiali di riciclo, manifesti linoleografati e stampati in proprio. Opere e materiali che restituiscono il senso di un'arte in continuo dialogo e confronto con i fatti di cronaca e gli avvenimenti che hanno segnato, dal punto di vista sociale e culturale, la storia delle aree periferiche della città di Napoli negli ultimi decenni. È presente anche un focus sul Corteo di Carnevale di Scampia: una delle molte iniziative, forse la più iconica, attraverso le quali GRIDAS – riprendendo anche la lezione di artisti la cui opera è coinvolta e dissolta nel contesto sociale, quali, fra gli altri, Piero Gilardi a Torino, le cui opere e materiali sono anch'essi presenti in collezione al Madre – ha portato la creatività in aree urbane in cui questa, semplicemente, non era stata prevista. Interventi artistici spesso estemporanei e realizzati in tempi brevissimi, tanto da meritarsi il titolo – dato dallo stesso Pignataro – di azioni di “pronto soccorso culturale”. Su uno dei due monitor allestiti presso la Project Room scorrono inoltre le immagini delle opere di Pignataro calate nel loro contesto urbano, mentre sull'altro monitor sono presentati alcuni estratti di interviste e documentari dedicati all'associazione e al suo co-fondatore. In connessione alle opere di Pignataro e di GRIDAS, la seconda parte della Project Room ospita l'opera Petrified Forest (2003) realizzata dallo scultore, saggista e poeta americano Jimmie Durham (Houston, Texas, 1940), che ha scelto di vivere, per alcuni periodi dell'anno, nella città di Napoli: l'opera, presente in comodato nella collezione del Madre, è la riproduzione di un ambiente d'ufficio abbandonato, con scrivanie, schedari e computer ricoperti da una fitta pioggia di polvere di cemento. Lo scenario desolato e silenzioso delineato da Durham e le testimonianze di resistenza e riscatto delle opere di Pignataro dialogano al Madre, incentrandosi in modi diversi ma interagenti sul valore sociale, condiviso e liberatorio delle pratiche artistiche contemporanee.
Mostra Felice@Madre
A cura di Andrea Viliani
11.07– 03.09.2018
Project Room e atrio (piano terra)
Consulenza scientifica e coordinamento Désirée Klain
Responsabile attività espositive e collezioni Silvia Salvati
Assistenza curatoriale Laura Mariano, Eduardo Milone
Progetto di allestimento Dolores Lettieri
Felice Pignataro(Roma, 1940 – Napoli, 2004) frequenta le scuole primarie e secondarie a Mola di Bari (Ba), per poi trasferirsi a Napoli nel 1958 per condurre gli studi universitari, prima alla Facoltà di Architettura e poi a quella di Teologia. Dal 1967 ha portato avanti, insieme alla sua compagna Mirella, una “controscuola” per i bambini delle baracche, prima al Campo A.R.A.R. di Poggioreale, poi all’I.S.E.S. di Secondigliano. Sposatosi con Mirella nel 1972, si è stabilito definitivamente a Scampia (Area Nord di Napoli). Nel 1981, con Mirella e altri collaboratori, ha fondato l’associazione culturale GRIDAS (Gruppo Risveglio dal Sonno) allo scopo di offrire strumenti per sollevare le "coscienze assopite". Nell’ambito delle attività svolte con GRIDAS si è caratterizzato come “il più prolifico muralista del mondo” (definizione data da E. H. Gombrich, del Warburg Institut di Londra) realizzando oltre 200 murales in giro per l’hinterland napoletano, ma anche nel resto d’Italia. Inoltre, ha creato a Scampia il carnevale del quartiere che da oltre 20 anni anima quell'area della città di Napoli. É stato un punto di riferimento importante per i gruppi e le associazioni in lotta, per la grande disponibilità a supportare le battaglie che ha condotto con la sua poliedrica arte creativa. Dal 1994 ha utilizzato anche la tecnica del mosaico, alla maniera di Gaudì, realizzando opere in varie città italiane e a Marxloh-Duisburg (Germania). Pignataro muore a Napoli il 16 marzo 2004, lasciando un'eredità a tutti quelli che l’hanno conosciuto, o lo conosceranno attraverso questo progetto al Madre e altri progetti futuri: la sua creatività messa al servizio del riscatto sociale.

Amos’ World (Episode 3)
Nel primo capitolo di Madre per il Sociale si terrà anche, fra le Vele di Scampiae le sale del museo d'arte contemporanea della Regione Campania, l'incontro fra i bambini e l'artista statunitense Cécile B. Evans, autrice di Amos’ World (Episode 3), organizzato in collaborazione con l'Associazione Centro Insieme Onlus di Scampia e conil sostegno di Nicoletta Fiorucci, fondatrice di Fiorucci Art Trust, che fa tappa a Napoli per riflettere – insieme agli abitanti più giovani dei nostri quartieri – sul significato di “sentirsi a casa”, oggi, ovunque, con lo sguardo di un bambino.
Il progetto originale di Cécile B. Evans, che si terrà giovedì 12 luglio al Madre, fa parte del percorso di ricerca condotto dall'artista per la realizzazione della trilogia Amos’ World, giungendo con la tappa campana al terzo episodio.
Nell’ambito degli studi condotti per la realizzazione di Amos’ World, un gruppo di circa 15 bambini, tra i 9 e gli 11 anni saranno invitati a vivere il museo in un modo nuovo, sperimentale e interattivo, per lavorare sul concetto e l'esperienza individuale di “casa”. I bambini che parteciperanno al laboratorio provengono da alcune delle famiglie che dovranno trasferirsi dalle Vele di Scampiaai nuovi edifici costruiti per accoglierle in vista della pianificata distruzione di 3 delle 4 Vele. Questi complessi architettonici furono progettati e realizzati fra il 1962 e il 1975 come vere e proprie “città all’interno di edifici”, dei networkin cui gli individui coesistessero e fossero interconnessi dalle infrastrutture costruite a scopo sociale nei singoli immobili. Interessata al fallimento di queste costruzioni e a come esse abbiano finito per penalizzare i propri abitanti, l’artista ha selezionato bambini non ancora influenzati dalle politiche urbane, capaci di esprimere percezioni proprie sul concetto di “casa”e ideare soluzioni diverse dalla semplice demolizione. Il lavoro dell’artista non si focalizza quindi sulle Vele in quanto edifici, o sul loro destino, ma in quanto allegorie delle possibili relazioni all’interno della società contemporanea, analizzandone le complesse dinamiche di potere che ne derivano e il loro impatto emotivo sugli individui.
Il museo Madre collaborerà per l’occasione con l’Associazione Centro Insieme Onlus di Scampia,che ha selezionato i bambini partecipanti. La missione dell’organizzazione è di “rendere consapevoli, restituendo diritti fondamentali e dignità alle persone più deboli, come i bambini e i ragazzi di Scampia, a cui spesso vengono negati, e migliorare le loro condizioni di vita dal punto di vista educativo, culturale e di recupero sociale, fornendo loro strumenti adeguati, utili e finalizzati ad una scelta di vita basata sui valori di giustizia sociale e legalità”.
Il percorso di ricerca di Cécile B. Evans con i bambini sarà suddiviso in tre fasi: partendo dalla visione delle riprese realizzate per l’occasione a Scampia, i partecipanti saranno invitati ad immaginare nuove forme di narrazione del contesto urbano da cui provengono, rielaborando suggestioni e ricordi sul tema della “casa” creando manifesti e brevi video messaggi con il linguaggio dei social media.
L’obiettivo è analizzare le alternative alla distruzione delle Vele e indagare la nozione di “casa” da un punto di vista personale, senza pregiudizi e preconcetti socio-politici. Il fine ultimo non è di esaminare la storia di un particolare edificio, ma di ragionare insieme su chi possiede davvero gli spazi nei quali sono stati prodotti i nostri ricordi e soprattutto di ridisegnare i networkin cui viviamo ogni giorno, anche se non ci appartengono.
La trilogia Amos World di Cécile B. Evanssarà composta da tre grandi installazioni all’interno delle quali verranno proiettati i tre episodi video sviluppati dall'artista come una fictionTV che ruota intorno a un complesso residenziale modernista, all’architetto che lo ha disegnato e ai residenti sempre più alienati dalle sue promesse di progresso. Ogni episodio sarà visibile all’interno di un ambiente scultoreo, ciascuno ispirato a complessi abitativi “brutalisti” del XX secolo. Insieme, le varie opere che comporranno la trilogia diventeranno un’allegoria dell’era del networkcontemporaneo, in cui le dinamiche del potere personale sono definite e de-costruite a

attraverso infrastrutture tecnologiche.
Il museo Madre presenterà Amos World (Episode 3) a gennaio 2019.
Il progetto è realizzato con il sostegno di Nicoletta Fiorucci, fondatrice di Fiorucci Art Trust, per Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee / Madre-Museo d'arte contemporanea Donnaregina, Napoli
Cécile B. Evans(Cleveland, Ohio, 1983) articola la sua pratica artistica fra diversi medium quali video, scultura, performance e installazioni. Evans studia il divario tra pensiero razionale e pensiero emotivo e analizza le relazioni umane usando elementi delle teorie dei networke dell’entropia. Attraverso la creazione di personaggi fittizi, l’artista esamina il valore che la società contemporanea attribuisce alle emozioni e alle condizioni dei contesti digitali e materiali che costituiscono la realtà in cui viviamo. A Cécile B. Evans sono state dedicate mostre personali in alcuni fra i più importanti musei internazionali, tra i quali: Castello di Rivoli-Museo d'Arte Contemporanea, Rivoli-Torino; Tate Liverpool; Kunsthalle Aarhus; M Museum Leuven e De Hallen Haarlem. L'artista ha partecipato a numerose mostre collettive, fra cui: Haus der Kunst, Monaco di Baviera; Mito Art Tower, Ibaraki; Renaissance Society, Chicago; 7 International Moscow Biennale; 4 Ural Industrial Biennial; Louisiana Museum of Modern Art, Copenaghen; 9 Berlin Biennal; 20 Sydney Biennal; Fundació Joan Miró, Barcellona; Musée d'Art Moderne de Paris.
Il museo Madre e i bambini ringraziano Ciro Oliva – Concettina ai 3 Santi – e pasticceria Sirica per il “sostegno gastronomico” offerto in occasione della presentazione de Il Madre per il Sociale.

Le associazioni coinvolte:
GRIDAS – Gruppo Risveglio dal Sonno
SkartAbelliamo
BandaBaleno
L’artista muralista RARO
Centro Insieme ONLUS